Risposta all'articolo della Gazzetta di Reggio sulla Fondazione e la piscina di Via Melato


QUESTA E' LA RISPOSTA ALL'ARTICOLO USCITO SULLA GAZZETTA DI REGGIO MARTEDI 09/04/2019, INVIATA DALLA FONDAZIONE ALLA GAZZETTA IL GIORNO 10/04/2019 



Già nei giorni scorsi siamo venuti a conoscenza di una comunicazione inviata dalla Associazione Sportiva Dilettantistica C.S.I. Ober Ferrari a tutti i propri soci, leggendo poi del riscontro dato dalla stampa a questa comunicazione.

Riteniamo come Fondazione per lo Sport del Comune di Reggio Emilia che, pur nella legittimità di tale comunicazione ai propri soci da parte di C.S.I. Ober Ferrari, il contenuto della medesima ed il successivo articolo contenessero informazioni incomplete od errate.

Sono quindi necessarie alcune precisazioni per collocare esattamente la posizione della Fondazione per lo sport.

Il Consiglio di Gestione da quando si è insediato ha scelto la strada del confronto, del dialogo e dell’ascolto con tutti i partecipanti.
Abbiamo avuto il piacere di incontrare molte società sportive e abbiamo saputo fare tesoro anche delle critiche, quando costruttive, che i vari dirigenti ci hanno sottoposto.
Le dirigenti di CSI Ober Ferrari, sono state più volte incontrate sia dalla Fondazione per lo sport che dall’Amministrazione comunale ma, purtroppo, prendiamo atto che vengono ancora preferite modalità di interlocuzione differenti e che certo non vorremmo contribuire ad alimentare.
Restiamo però sempre disponibili ad incontrare pubblicamente tanto i Dirigenti della società sportiva che i loro associati, come già è stato fatto con altre realtà sportive, garantendo ogni disponibilità di ascolto e confronto.

La preoccupazione espressa nell'articolo apparso sui giornali ci è chiara.

Altrettanto chiaro è il fatto che CSI Ober Ferrari è una specifica società sportiva e non l’ente di promozione sportiva C.S.I. (al quale è affiliata), cioè il centro sportivo Italiano di Reggio Emilia, del quale non posso che ringraziare il Presidente e i dirigenti per l’apporto e la collaborazione di questi mesi e la presa di distanza nel caso specifico.

Abbiamo come Fondazione appena terminato un percorso di ascolto durato oltre un mese e mezzo con ben nove incontri, alcuni dei quali espressamente convocati per discutere dell’impiantistica sportiva, iniziative anche molto partecipate che hanno portato le società e dirigenti sportivi interessati a confrontarsi e a portare importanti contributi sui temi specifici.
Comprendiamo ovviamente le difficoltà di tutti, ma riteniamo che i dirigenti della società CSI Ober Ferrari, che non abbiamo avuto il piacere di vedere durante questi appuntamenti, abbiano perso le occasioni e le sedi corrette di dialogo con il mondo sportivo e la Fondazione, per manifestare le proprie preoccupazioni, per comprendere meglio le azioni in atto e la cornice di norme e codici all’interno dei quali, oggi ci si deve muovere, per poter restare nella legalità e rispetto ai quali anche la Fondazione è tenuta al rispetto.

Dal punto di vista tecnico, l’appalto della Piscina Ferretti Ferrari è un atto dovuto, preannunciato da tempo, che comporterà anche migliorie e lavori di ristrutturazione integralmente a carico del Concessionario e cioè:
  • risanamento del sottovasca della vasca da mt. 50;
  • sostituzione di tutte le porte;
  • rifacimento entro il 30 giugno 2020 delle coperture del tetto degli spogliatoi della vasca da mt. 50;
  • sistemazione entro il 30 giugno 2020 delle coperture del tetto della vasca da mt. 50;
  • sostituzione dell’attuale termo-ventilante con una nuova unità di trattamento aria (U.T.A.).
Riguardo invece alle preoccupazioni illustrate sull'articolo, evidenzio che le norme contenute nel bando fotografano la situazione esistente e non cambiano norme e prassi di cui anche CSI Ober Ferrari è stato fin qui beneficiario.
Da sempre all'interno del monte ore settimanale di utilizzo dell'impianto, al Concessionario è riservata la possibilità, in sede di predisposizione stagionale del calendario d'uso, di organizzare e gestire e comunque liberamente disporre, per ogni intera vasca, di 20 (venti) ore/turno settimanali.
Da sempre quelle venti ore sono individuate nella fascia oraria dalle 16,30 alle 19,50. L’attuale Concessionario ha sin qui deciso di non fruirne direttamente, ma di concederle alle società sportive, negoziando un prezzo condiviso da entrambe le parti.
Faccio notare che spesso in altre realtà cittadine il Concessionario ha a disposizione quasi tutto il calendario, a Reggio Emilia una parte sola, a tutto vantaggio delle società sportive.

Cosa c’è di differente con l’appalto in corso rispetto al passato?

Almeno due cose ed entrambe a beneficio delle società sportive e cioè:
  1. tra le clausole del bando ce n’è una che premia i progetti gestionali rivolti a favore delle società sportive del territorio;
  2. la Fondazione può dal 2020 “riscattare” queste ore, pagando al Concessionario, chiunque egli sia a seguito dell’aggiudicazione, una somma oraria annua, tale che sia garantita a quest’ultimo l’equilibrio economico finanziario della gestione.
Naturalmente per attivare il secondo punto, dal 2020 serviranno risorse aggiuntive rispetto a quelle che oggi sono concesse dall’Amministrazione comunale tramite la quota associativa. Pur con queste risorse finanziarie, in  questi anni in calo, e pur con una struttura ridotta e oramai insufficiente a tutti i nuovi adempimenti di legge, la Fondazione sovraintende anche a molte delle manutenzioni oramai necessarie e non più procrastinabili.
Date le risorse attuali, ciò deve andare a beneficio  del maggior numero di di impianti e  discipline sportive e non può essere riservato solo alle società sportive natatorie.

Da ultimo, l’appalto era aperto a tutti e quindi anche CSI Ober Ferrari avrebbe potuto attivarsi per partecipare.
CSI Ober  Ferrari è stato concessionario per anni della gestione della piscina De Sanctis di via Gattalupa e l’ analoga riserva delle 20 ore a favore del gestore non è mai stata contestata. Domanda: le regole vanno bene solo quando se ne è beneficiari?

Faccio infine notare che quando si passò dalla gestione diretta del Comune a quella presidiata dalla Fondazione ci fu chi ipotizzò (con comitati di cittadini autocostituiti) la fine della politica dei Servizi pubblici nella nostra città e il collasso delle presenze di pubblico.

A dieci anni di distanza l’affluenza di pubblico ha subito un incremento annuo da 47.435 presenze a 52.369 e l’impianto è stato risanato, sia gestionalmente che già in parte strutturalmente.
Constato che anche allora si fece appello ai giornali e si iniziò una raccolta di firme...
 
Mauro Rozzi
Presidente della Fondazione per lo sport
del Comune di Reggio Emilia
Ultimo aggiornamento: 12/04/19

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